La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e vini atti ad essere designati con la indicazione geografica tipica «Veneto» comprende l'intero territorio amministrativo delle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, nella regione del Veneto.
La storia del vino in Veneto inizia in epoche remotissime, molto prima dei tempi dei Greci a cui si
riconosce generalmente l'introduzione della vite in Italia come ampiamente dimostrato da
importanti scoperte archeologiche. Si ritiene che la vite fosse presente allo stato selvatico in Veneto
già a partire da molti secoli prima di Cristo e l'uva era utilizzata dalle popolazioni di quei tempi
come alimento. Si dovrà attendere fino al VII secolo AC per trovare le prime testimonianze della
produzione enologica in Veneto per opera delle popolazioni Etrusco-Retiche.
Durante il medioevo, lo sviluppo della vitivinicoltura Veneta fu determinato dalla potenza
commerciale di Venezia, che consentì l'esportazione dei vini Veneti in altri paesi, oltre che
l'introduzione in Italia di vini stranieri, in particolare quelli prodotti in Grecia e a Cipro. I
commercianti Veneziani - oltre all'importazione del vino - introdussero anche nuove specie di viti,
favorendone la diffusione nei territori vicini, come nel caso della Malvasia che da Venezia si diffuse
nel Friuli Venezia Giulia e in Dalmazia. Anche i famosi vetrai di Murano, contribuirono alla
diffusione del vino e del suo migliore apprezzamento: le raffinate bottiglie e i bicchieri di vetro
soffiato di Murano, si diffusero rapidamente nelle tavole dei nobili sostituendo progressivamente i
contenitori di ceramica, argento e peltro. I nuovi contenitori di vetro furono subito associati ai vini
di qualità e ben presto arrivarono anche in forme più semplici e meno pregiate, nelle tavole della
gente comune di tutta Europa.
Con il decadimento della potenza commerciale di Venezia nell'area del Mediterraneo e in
particolare nelle terre d'oriente, verso la metà del 1500 l'importazione dei vini Greci diminuì
drasticamente offrendo una possibilità di sviluppo alle produzioni dei vini veneti locali. Dal XVI
secolo al 1800 guerre, epidemie ed eventi atmosferici, sconvolsero radicalmente la viticoltura del
Veneto. Fu solo nel 1800 ed in particolare con la fondazione nel 1876 della Scuola di Enologia di
Conegliano, che si tentò di fare rinascere la nuova enologia del Veneto attraverso lo studio delle
caratteristiche del territorio e delle varietà che meglio si adattavano: un primo passo concreto verso
la rinascita di qualità come scelta strategica che vide un rapido sviluppo dopo il 1950 che continua
ancor oggi a coinvolgere i produttori e gli operatori vitivinicoli del Veneto.
L’indicazione geografica “Veneto”, è il risultato della storia del suo territorio ed è stata
sistematicamente utilizzata dai produttori vitivinicoli a partire dal 1977.
Veneto IGT
La indicazione geografica tipica «Veneto», è riservata ai seguenti vini:
- bianchi, anche nelle tipologie frizzante e passito;
- rossi, anche nelle tipologie frizzante, passito e novello;
- rosati, anche nella tipologia frizzante.
I vini ad indicazione geografica tipica «Veneto» bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve
provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, da uno o più vitigni per le province di
Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, nella regione Veneto.
L’indicazione geografica tipica «Veneto» con la specificazione di uno dei vitigni idonei e/o in
osservazione per ciascuna delle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona,
Vicenza, nella regione Veneto, è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti,
nell’ambito aziendale, per almeno l’85% dal corrispondente vitigno.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e vini sopra indicati, le
uve dei vitigni idonei e/o in osservazione alla coltivazione per le rispettive province sopra indicate,
fino ad un massimo del 15%
Nella preparazione del vino Cabernet possono concorrere, disgiuntamente o congiuntamente, le uve
dei vitigni Cabernet franc, Cabernet sauvignon e Carmenère.
I vini ad indicazione geografica tipica «Veneto» possono utilizzare la specificazione del nome di
due vitigni idonei alla coltivazione per le rispettive aree amministrative sopra indicate, alle
condizioni previste dalla normativa comunitaria.
I vini ad indicazione geografica tipica «Veneto» con la specificazione di uno o due dei vitigni, possono essere prodotti anche nella tipologia frizzante; i soli vini derivanti da
vitigni a bacca rossa possono essere prodotti anche nella tipologia novello.
I vini ad indicazione tipica «Veneto», con la specificazione del nome del vitigno, all'atto dell'immissione al consumo avere le seguenti caratteristiche:
bianco, bianco frizzante, (anche con riferimento al nome di vitigno):
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9.00% vol.;
- acidità totale minima: 3.5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 13.0 g/l.
rosso, rosso frizzante, (anche con riferimento al nome di vitigno):
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9.50% vol.;
- acidità totale minima: 3.5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 17.0 g/l.
rosato, rosato frizzante, (anche con riferimento al nome di vitigno):
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9.00% vol.;
- acidità totale minima: 3,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 14,00 g/l.
novello (anche con riferimento al nome di vitigno):
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11.00% vol.;
- acidità totale minima: 3,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 17,00 g/l.
L’offerta dei vini della IGT Veneto, nei vari colori e tipologie, rispecchia la diversificazione di
condizioni ambientali e climatiche che offre la regione del Veneto, ricca di specificità e
vocazionalità degli ambienti nei quali si producono le uve. L’ampia offerta dei vitigni autoctoni ed
internazionali, mettono a disposizione dei consumatori una gamma completa di vini di elevata
qualità e diffusa rinomanza, in grado di soddisfare i molteplici gusti ed esigenze di consumo e tale
fatto rende questa IGT molto conosciuta e utilizzata.
I vini della presente IGT presentano, dal punto di vista analitico ed organolettico una chiara
individuazione e tipicizzazione legata all’ambiente geografico.
In particolare i vini risultano nelle diverse tipologie equilibrati con riferimento al quadro chimicofisico,
mentre al sapore e all’odore si riscontrano le caratteristiche prevalenti tipiche dei vitigni.
Variano a seconda della tipologia di vino.